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martedì 29 novembre 2011

Il CIC investirà nelle infrastrutture di Europa e USA

La Cina investirà capitale in Europa e negli Stati Uniti già dal prossimo anno: il CIC è interessato alle infrastrutture occidentali mentre il governo di Pechino comprerà asset di Paesi europei.

In un editoriale del Financial Times, il presidente di China Investment Corporation Lou Jiwei ha annunciato che il Fondo Sovrano cinese, che dispone oggi di riserve per oltre 400 miliardi di dollari, investirà nelle infrastrutture europee e statunitensi. Obiettivo degli investitori cinesi, infatti, è quello di diversificare il più possibile: se prima le operazioni all’estero li coinvolgevano solo in qualità di fornitori, oggi desiderano partecipare attivamente ai progetti e al loro sviluppo.
Il CIC è una realtà basata su principi commerciali ed economici ed è slegata dai piani governativi, motivo per cui non ne segue le dinamiche politiche; tuttavia, gli investimenti che ricerca sono necessariamente ad alta redditività e a rischi contenuti. Per questo, al momento risultano esclusi dai piani di investimento del Dragone i Paesi europei fortemente indebitati. La prima destinazione degli investimenti del Fondo sarà il Regno Unito, dove il CIC collaborerà con i gestori di fondi o investendo direttamente nel settore delle infrastrutture.
Il governo di Pechino, nel frattempo, ha dichiarato di essere interessato ad acquistare asset europei e già dall’anno prossimo invierà una delegazione di investitori cinesi in Europa per comprare aziende europee, promuovendo così il commercio e gli investimenti bilaterali. Il ministro del Commercio cinese Cheng Deming, però, chiarisce che l’Europa deve compiere alcuni passi, tra cui eliminare gli ostacoli normativi per l’entrata di capitale cinese e fronteggiare la crisi del debito. In cambio, la Repubblica Popolare aprirà alle imprese europee, soprattutto in campo finanziario.

giovedì 17 novembre 2011

Iniziative per il turismo internazionale in Cina

La Cina si apre al turismo internazionale, puntando su mete e servizi di alto livello e vacanze ecosostenibili.

Negli ultimi anni la Cina si sta affermando come meta turistica internazionale di alto livello, tanto che ora diverse sono le iniziative locali che spingono affinché vacanzieri da tutto il mondo scelgano una delle località del Dragone.
Tra le novità più recenti e accattivanti sta per essere promossa, a livello mondiale, l’isola tropicale di Hainan, nel golfo di Tonchino, dove la città di Sanya conta già numerose presenze turistiche grazie alla bellezza naturale del luogo e al clima favorevole. L’isola si rivolge soprattutto ad una clientela dedita al lusso, la quale può trovare catene alberghiere internazionali con servizi elevati, e si presta sia per il turismo per il tempo libero che per quello congressuale. Per far conoscere la meta alla clientela italiana, l’Ufficio Nazionale Turismo Cinese in Italia punterà sul web: il progetto prevede la formazione degli agenti di viaggi con workshop, educational, promo e corsi online. Per tutti, inoltre, sarà accessibile a breve il sito ufficiale completamente rinnovato turismocinese.it. con una sezione dedicata a “Hainan The tropical Island”.
All’inizio del nuovo anno, invece, la catena di alberghi ecofriendly europea NH Hotel aprirà la sua prima struttura nella Repubblica Popolare, a Chongqing, grazie ad una collaborazione con il gruppo cinese leader nel turismo in Cina HNA Hotel Group Ltd. Questo progetto apre le porte del Dragone ad un ulteriore branca del turismo, di particolare tendenza negli ultimi anni: la vacanza ecosostenibile.

mercoledì 9 novembre 2011

Cina primo mercato di esportazione per la meccanica italiana

Il settore della meccanica italiana trova in Cina un terreno molto fertile per l’export: la Repubblica Popolare apprezza la qualità e l’innovazione del Made in Italy.

Un altro settore del Made in Italy, quello della meccanica, vede nella Cina il mercato più importante per l’export: il Dragone assorbe il 14% delle esportazioni del settore italiano ed è meta preferita anche del maggior competitor del nostro paese: la Germania.
In particolare, il comparto più importante risulta essere quello della meccanica utensile, con un valore mondiale di 45 miliardi di euro di cui 16 miliardi della Cina, la cui crescita e del 47% su base annua. Nel 2010 il Paese asiatico è diventato anche il primo produttore mondiale per un valore di 10 miliardi di euro. L’Italia, quarto posto a livello globale con i suoi 3,9 miliardi di fatturato di cui 2,5 all’estero, ha venduto in Cina macchine utensili per 350 milioni di euro, con una crescita del 4,6%; tra le macchine più vendute ci sono quelle speciali ad alta performance come grandi torni a cinque assi, rettifiche, fresatrici-alesatrici, presse per la deformazione dei metalli, ma anche componenti quali mandarini e teste di lavorazione.
Interessanti i dati relativi, poi, ai macchinari per il tunnelling, di cui si ha un recente esempio di successo con l’azienda italiana SELI. L’azienda, infatti, ha firmato un accordo di fornitura da 28 milioni di dollari con la ditta di costruzioni cinese Gezhouba, sbaragliando i concorrenti americani e tedeschi. SELI fornirà una macchina per scavare gallerie, la TBM, che verrà prodotta presso la cinese HSP con design italiano. La consegna del primo macchinario avverrà entro 10 mesi, cui seguiranno altre 30 macchine simili da realizzarsi nel giro di 5 anni. La macchina verrà impiegata per scavare un tunnel in Etiopia che fa parte di un impianto idroelettrico commissionato a Gezhouba dal governo etiope.
In generale, comunque, il settore della meccanica italiana risulta essere forte in tutto il Far East; il solo continente asiatico copre il 60% della produzione mondiale.